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Le organizzazioni e il linguaggio delle situazioni relazionali

Situazioni Relazionali

Stiamo ancora nella suggestione di Edgar Schein e del suo riflettere su “come si fanno le cose qui da noi”, ed andiamo ad occuparci del nostro entrare ed uscire dalle diverse situazioni relazioni-professionali, che si intrecciano nelle nostre organizzazioni.

Le diverse situazioni relazionali, sono insieme i punti di snodo e l’agente attivo della trasmissione e della condivisione del senso dell’azione e della decisione. I punti da cui diparte e arriva il fare, il sapere di un’organizzazione.

Le organizzazioni sono comunità, legate da un destino comune incerto e il più delle volte ignorato o rimosso. Ma è questo che le configura e le designa come tali, come soggetto organizzativo identificato nella forma di comunità.

Le situazioni relazionali che ci coinvolgono, ci vedono impegnati come individui nel nostro ruolo aziendale, come partner di una coppia professionale, come partecipanti di un gruppo o di un team.
In ciascuna di queste situazioni relazionali agiamo nell’Hic et Nunc con responsabilità diverse. A seconda degli obiettivi che perseguiamo e delle risorse che individuiamo utili per raggiungerli.

Gestire le situazioni relazionali

Gestire le situazioni relazionali significa accogliere i punti di vista differenti non come “incidenti” o “seccature”, non come stereotipato conflitto, ma come divergenza e momentanea perdita di senso.
Questa perdita propone un punto di vista diverso e ugualmente fondato e rende possibile, secondo Karl E. Weick, l’elaborazione di nuove mappe per l’agire organizzativo.

Per Weick è proprio attraverso la rilettura di qualcosa che cattura la nostra attenzione, che esce dalla routine cognitiva e realizzativa, che emerge dall’aspettato e si presenta come originale e unica (l’enactment) che possiamo attribuire nuovi significati, negoziati, più consoni alle nuove realtà lavorative che incontriamo.

Tutti noi che operiamo nelle organizzazioni, attraverso le situazioni relazioni differenti, possiamo costruire, risistemare, individuare e demolire aspetti dell’ambiente in cui siamo immersi. Rendere le variabili meno casuali, inserire tracce d’ordine, e, quando non lo facciamo, creiamo delle nuove limitazioni.
Molto spesso rafforziamo le routine, riduciamo la varietà dell’ambiente. O spostiamo l’ambiguità e la ignoriamo. O ancora evitiamo di mettere alla prova i significati e le interpretazioni consolidate.
In poche parole, evitiamo le prove.

Se gestiamo con energia le diverse situazioni relazionali, queste possono lavorare per elaborare la varietà necessaria alla crescita dell’organizzazione, riducendo la ripetitività e lo stereotipo.
Sono in grado di enfatizzare i processi di integrazione e in definitiva costruire: decisioni condivise, soluzioni articolate con molte variabili, obiettivi comuni, sinergia nelle azioni.
Le situazioni relazionali gestite con apertura, propositività ed empatia sono il contesto che rende possibile indirizzare gli sforzi professionali degli individui nella stessa direzione riconosciuta come il punto di approdo condiviso.